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domenica 10 febbraio 2013

L’INTERVISTA – IL NUOVO VESCOVO MONS.ANTONAZZO:



“La nostra Diocesi è patria di personaggi famosi. Spero di allungare la lista delle persone normali” (di Gianni Fabrizio)
 
giovedì 7 febbraio 2013

È il “mio sesto” vescovo che incontro. Ho iniziato con mons. Musto, il vescovo della “ricostruzione” e del “Concilio”; e poi mons. Minchiatti, il vescovo “pastoralista”; mons. Chiarinelli il vescovo “catecheta”; mons. Brandolini il vescovo “liturgista”; mons. Iannone, il vescovo “giurista”.  Oggi, mons. Antonazzo, il vescovo “biblista”.Ci ha concesso  questa prima intervista. Il responsabile delle Comunicazioni Sociali della Diocesi di Ugento-S. Maria Leuca, dott.Luigi Russo, ci ha  detto così del suo “ex vicario”: ”Dovete essere orgogliosi di avere avuto assegnato un vescovo come don Gerardo. Io lo conosco da moltissimi anni; l’ho avuto come parroco,come amico, come Vicario Generale. È una energia della fede e della natura! È  una persona contagiosa e coinvolgente  dal punto di vista dell’Evangelizzazione”.

Quali sentimenti ha provato nell’accogliere la proposta del S. Padre di diventare Vescovo?
Ed in particolare, Vescovo di Sora Aquino Pontecorvo?

La decisione del S. Padre mi ha colto di sorpresa, sia per l’elezione all’episcopato, sia per l’affidamento della Diocesi di Sora Aquino Pontecorvo. Da tempo ho maturato la convinzione che nella nostra vita nulla capita a caso; e quando alcuni eventi ci sorprendono più del previsto, evidentemente ancora di più tali eventi sono gravidi di speciali messaggi di Dio, da scoprire nel tempo. Se è questa la volontà di Dio,  accolgo anche se con trepidazione questa ulteriore sfida spirituale e pastorale nel mio ministero. Questa nuova chiamata mette in movimento una fede più robusta e solida. Tutto questa accade nell’Anno della fede: sto vivendo l’esperienza di una grande prova di fede, nella logica dell’obbedienza faticosa di Abramo e di Maria a Nazareth. Si tratta di cogliere anche una nuova sfida pastorale, per le nuove responsabilità per le quali d’ora innanzi dovrò rispondere in prima persona.

Cosa conosce del nostro territorio diocesano?

Devo ammettere di non conoscere personalmente il territorio diocesano, anche se ho vissuto a Roma per 12 anni. Però in questo periodo sono stati in tanti ad attestare la semplicità e la bontà delle persone. Sono fiducioso di poter incontrare comunità accoglienti e ospitali.

Con quale spirito ha accolto di servire la nostra Diocesi?

Ho accolto la volontà del S. Padre con lo spirito dell’obbedienza e della fiducia: obbedienza, come esercizio di affidamento alla provvidenza di Dio; fiducia, come forza interiore per accogliere ciò che non si sceglie ma che ti viene donato. Inoltre sento una benevola  libertà interiore, dovuta proprio al fatto di non conoscere nessuno: posso inserirmi senza pregiudizi, né condizionamenti di sorta.

Può indicarci le prime iniziative che attiverà, una volta insediato?

La prima iniziativa, peraltro necessaria, sarà quella di conoscere la realtà sociale, culturale e religiosa, per apprezzare e incoraggiare il lungo e fecondo cammino compiuto dalla comunità diocesana. L’inizio del ministero episcopale si inserisce nella vita di una Chiesa già ricca di storia, di tradizioni, di esperienze.

Cosa si aspetta di trovare tra le nostre Comunità Ecclesiali?

Non credo che le comunità ecclesiali della Diocesi vivano situazioni molto diverse da quelle di tutte le altre. Certo, vi sono delle particolari specificità, ma  tutte le comunità respirano il clima culturale diffuso: la scristianizzazione legata al relativismo morale, le diverse forme di neo-paganesimo idolatrico, il cedimento dell’istituto della famiglia, e la più ampia crisi antropologica, che molto spesso aggredisce soprattutto le fasce giovanili.

La nostra Diocesi  è la patria di S. Tommaso d’Aquino, del cardinale Cesare Baronio, sede del Santuario della Madonna di Canneto; vi è morto S. Domenico Abbate; è la patria di Cicerone..

Speriamo di camminare così bene da poter allungare la lista non solo di personaggi famosi, da prima pagina, ma di persone normali perchè cittadini onesti e seri, cristiani coerenti e convinti.

I giovani si aspettano tanto da Lei………

Anch’io mi aspetto tanto dai giovani: forse bisogna stanare meglio le loro risorse, rendendoli non destinatari di ciò che altri fanno per loro, ma capaci di essere protagonisti di se stessi. Io li voglio considerare non la speranza del futuro, ma già la speranza del loro e del nostro presente. Mi ha fatto molto piacere che qualcuno di loro mi abbia già scritto per manifestarmi stima e cordiale accoglienza.

Anche il nostro territorio soffre una grave crisi economica. Come si pone, di fronte alle tante problematiche sociali……..

La Chiesa condivide le gioie e i travagli dell’umanità, e cerca di porre dei segni profetici di sostegno a chi è provato dalle difficoltà del vivere, soprattutto nell’attuale crisi economica. La complessità della situazione non permette promesse a buon mercato, ma una riflessione seria di tutte le istituzioni perché ciascuno, per la propria parte, metta in campo le migliori risorse per favorire il sostegno soprattutto delle famiglie. La Chiesa italiana ha attuato, come ben sappiamo, il progetto chiamato “Prestito della speranza” per garantire un minimo di respiro a tante famiglie.

Quale tipo di collaborazione intratterrà con le Istituzioni locali?

E’ impensabile la divaricazione tra la Comunità ecclesiale e le Istituzioni civili: la collaborazione dovrà favorire un’interpretazione condivisa delle problematiche sociali, e il reciproco aiuto per strutturare possibili risposte.

Un primissimo messaggio ai fedeli della “Sua” nuova Diocesi…..

Ho inviato un accorato saluto alla mia nuova Diocesi dove esprimo la mia disponibilità totale a servire la gioia di tutti, con una paternità amorevole.

E quale messaggio lascia alla Diocesi di Ugento – S. Maria di Leuca?

Una profonda gratitudine per tutto quello che ho ricevuto. Sono stato accompagnato nel discernimento vocazionale e formato al sacerdozio da educatori indimenticabili, primo fra tutti don Tonino Bello. Lui mi ha accolto in Seminario nel 1968, e mi ha seguito sempre con la sua statura di uomo autentico e di sacerdote esemplare. E’ stato lui, tra l’altro, a dettare l’Omelia della S. Messa presieduta da me per la prima volta dopo l’Ordinazione sacerdotale.

Nostalgia di qualcosa?

Il morire a qualcosa è sempre accompagnato dalla fioritura di cose nuove, di una primavera alle porte.

La prima cosa che Lei chiederà al Suo nuovo Clero…..

A tutti i sacerdoti della Diocesi la prima cosa che chiederò, e sempre tornerò a sollecitare, è di pregare; sì, maestri di preghiera, testimoni dell’Assoluto, profeti dell’Eterno. Tutto deve scaturire nel ministero del prete dalla forza della preghiera.

sabato 9 febbraio 2013

DENTRO L'ANTICO - TRA ANALOGIA E CONTRASTO

PELLEGRINAGGIO IN TERRA SANTA – OTTOBRE 2013



14 ottobre: ROMA / TEL AVIV / NAZARETH
Raduno dei Sigg. ri Partecipanti direttamente alla Cattedrale di Sora e trasferimento con pullman privato all’Aeroporto Leonardo da Vinci di Roma – Fiumicino (nuovo Terminal 5). Partenza alle ore 10:00 con volo El Al (Linee Aeree Israeliane n. 386). Il pranzo sarà servito a bordo. Arrivo all’Aeroporto di Tel Aviv alle ore 14:25 locali e partenza per Haifa (terza città d’Israele, il suo porto è il più grande del paese) ed il Santuario Stella Maris al Monte Carmelo (la Grotta, inglobata nella Basilica, è indicata dalla tradizione come il luogo dove visse il profeta Elia quando si ritirò sul Carmelo). Proseguimento per Nazareth. Cena e pernottamento.

15 ottobre: GALILEA
Pensione completa.  Mattino visita di Nazareth (Basilica dell’Annunciazione, Basilica Superiore, Chiesa di San Giuseppe, Fontana della Vergine) e Cana di Galilea (Santuario che ricorda il miracolo delle Nozze di Cana).  Pomeriggio  salita in taxi al Monte Tabor (visita al Santuario della Trasfigurazione che si trova a 558 metri di altezza).

16 ottobre: GALILEA
Dopo la prima colazione intera giornata dedicata alla visita di Magdala (citata nel talmud come città dell’antica Palestina. Deve la sua notorietà per essere indicata come la città di origine di Maria Maddalena, o Maria di Magdala), Tabga (visita al Santuario della Moltiplicazione dei pani e dei pesci ed a quello del Primato di Pietro), Dalmanuta (sulla riva occidentale del mare di Galilea dove Gesù ed i discepoli andarono dopo la seconda moltiplicazione dei pani), Cafarnao (visita alla Sinagoga dell’epoca di Gesù ed al Memoriale San Pietro costruito sulla casa dell’Apostolo) e Monte delle Beatitudini (il Santuario ricorda il discorso delle Beatutidini evangeliche). Rientro in albergo a Nazareth per la cena ed il pernottamento.

17 ottobre: GALILEA / GERUSALEMME
Dopo la prima colazione partenza per Masada (antica fortezza israeliana che sorgeva su un altopiano di circa sei km² situato su una rocca a 400 m di altitudine rispetto al Mar Morto. Le Mura alte cinque metri - lungo un perimetro di un chilometro e mezzo, con una quarantina di torri alte più di venti metri - la racchiudevano, rendendola pressoché inespugnabile). Pranzo a Gerico. Pomeriggio partenza per Qasr El Yaud (è il luogo identificato come il posto dove Gesù fu battezzato da Giovanni) e Gerusalemme. Sistemazione in albergo. Cena e pernottamento.

18 ottobre: SAMARIA
Dopo la prima colazione partenza per il Nord verso la Samaria, che Gesù ha attraversato diverse volte, e dove ha avuto luogo il suo incontro con la Samaritana, presso il Pozzo di Giacobbe, in località Sichem nella città di Nablus: visita della chiesa greco ortodossa finalmente terminata sopra il pozzo. Pranzo in ristorante a Sabastia. Al rientro sosta a Taybeh, l’antica Efraim dove Gesù di ritirò con gli Apostoli prima dell’entrata a Gerusalemme: oggi è un villaggio di soli arabi cristiani. Rientro in albergo a Gerusalemme per la cena ed il pernottamento.

19 ottobre: GERUSALEMME
Pensione completa. Mattino visita della Città Vecchia (Cupola sulla Roccia  impropriamente chiamata Moschea di Omar,  Moschea El-Aqsa (non è possibile effettuare visite dall’interno perchè chiuse ai non-mussulmani), Muro del Pianto, Chiesa di Sant’Anna). Pomeriggio solenne Via Crucis lungo la Via Dolorosa e visita del Santo Sepolcro(Calvario, tomba di Gesù, Cappella di Sant’Elena e luogo del ritrovamento della Croce).

20 ottobre: GERUSALEMME
Prima colazione al mattino presto ed intera giornata dedicata alla visita di Betlemme, Cenacolo, Monte degli Ulivi, Getsemani (Grotte del Getsemani, Orto degli Ulivi, Basilica dell’Agonia, Tomba di Maria), Gallicantus, Tomba del Giardino. Cena e pernottamento in albergo a Gerusalemme.

21 ottobre:  GERUSALEMME  / TEL AVIV / ROMA
Dopo la prima colazione mattinata a disposizione per una ulteriore visita al Santo Sepolcro. Pranzo con cestino. Trasferimento all’Aeroporto di Tel Aviv e partenza alle ore 17:30 con volo El Al (Linee Aeree Israeliane). La cena sarà servita a bordo. Arrivo all’Aeroporto Leonardo da Vinci di Roma – Fiumicino alle ore 20:50 locali e trasferimento con pullman privato alla Cattedrale di Sora.

PELLEGRINAGGIO SANTIAGO DE COMPOSTELA E FATIMA



16 luglio: ROMA / PORTO / SANTIAGO DE COMPOSTELA
Raduno dei Sigg. ri Partecipanti alle ore 09:00 direttamente alla Cattedrale di Sora e trasferimento all’Aeroporto Leonardo da Vinci di Roma – Fiumicino. Partenza alle ore 12:00 con volo Tap (Linee Aeree Portoghesi - 851). Arrivo a Portoalle ore 14:00 locali, incontro con il nostro rappresentante e giro panoramico della città. Proseguimento per Santiago de Compostela. Sistemazione in albergo. Cena e pernottamento.

17 luglio: SANTIAGO DE COMPOSTELA
Pensione completa. Intera giornata dedicata alla visita della città:  Monte Gozo (o Monte della Gioia) dove inizia l’ultima tratto del “Cammino di Santiago”. Da questo punto (facoltativo) si percorre a piedi un tratto di strada (circa 4 km) fino alla Cattedrale. Visita del Santuario, preghiera presso la tomba di San Giacomo Apostolo e Santa Messa. Proseguimento con la visita della Plaza de Obradeiro, Hospital Real, Plaza de la Quintana.

“E’ uno dei più famosi luoghi sacri della cristianità, importante quanto Gerusalemme e Roma. L’Apostolo Giacomo (Santiago) dopo la morte di Gesù andò in Spagna a predicare il Vangelo. Ritornò poi in Giudea dove fu decapitato per ordine di Erode. I suoi discepoli riportarono il corpo in Spagna per seppellirlo. All’inizio i fedeli si recarono a pregare sulla sua tomba che però, in seguito ad anni di guerre e disordini, venne abbandonata e dimenticata”.

18 luglio: SANTIAGO DE COMPOSTELA / BRAGA / COIMBRA / FATIMA
Dopo la prima colazione partenza per Braga(visita al Monastero del Bom Jesus) e Coimbra (visita del Convento delle Carmelitane dove viveva Suor Lucia e pranzo). Proseguimento per Fatima. Sistemazione in albergo. Cena e pernottamento. Dopo cena (facoltativo) Santo Rosario e fiaccolata.
La storia di Fatima può essere suddivisa in tre parti:

- le “apparizioni dell’Angelo”, come preparazione alle apparizioni della Madonna
- le “apparizioni della Vergine”, da  maggio ad ottobre del 1917
- le “apparizioni complementari”, nelle quali la Madonna venne con sollecitudine a compiere la promessa del giorno 13 giugno 1917

E’ una storia che unisce in perfetta unità tutti gli elementi che la compongono.

19 luglio: FATIMA / LISBONA
Dopo la prima colazione visita al Santuario (Santa Messa) e partenza per Aljustrel(paese natale dei tre Pastorelli) e Los Valinhos (luogo delle Apparizioni dell’Angelo – Via Crucis). Pranzo. Pomeriggio trasferimento a Lisbona e visita alla Torre di Belem ed al Monastero Jeronimos. Cena e pernottamento a Lisbona.

 “Era una Signora vestita di bianco, più splendente del sole, che emanava una luce più chiara ed intensa di quella di un cristallo pieno di limpida acqua, attraversata dai raggi più ardenti del sole” – Lucia

20 luglio: LISBONA / ROMA
Dopo la prima colazione visita alla Cattedrale di Lisbona ed alla Chiesa di S. Antonio racchiuse nel quartiere Alfama. Trasferimento  all’Aeroporto di Lisbona e partenza alle ore 14.45 con volo Tap (Linee Aeree Portoghesi - 842). Spuntino a bordo. Arrivo all’Aeroporto Leonardo da Vinci di Roma – Fiumicino alle ore 18:40 locali e proseguimento con pullman privato per la Cattedrale di Sora.

QUALE PASTORALE PER LA QUARESIMA?



Molti sono i modi e quindi i “segni” per celebrare la penitenza e, anche se non tutti hanno lo stesso valore e la stessa efficacia, tutti possono contribuire ad educare il credente alla conversione e a realizzare la riconciliazione con Dio e con i fratelli, nella Chiesa.
La Pastorale quaresimale dovrebbe valorizzarli tutti con saggezza e con varietà in modo che ogni comunità cristiana manifesti sempre più perfettamente e pienamente la vittoria di Cristo risorto sul male e diventi sempre più segno e strumento di riconciliazione, in intima unione con il suo Signore.

Ne ricordiamo alcune:
1. Le celebrazioni penitenziali
Considerate sia come celebrazioni a sé stanti che come parte integrante della riconciliazione individuale, si rivelano utilissime per favorire e alimentare la conversione personale e comunitaria e la purificazione del cuore, anche perché sono un valido aiuto per quella contrizione perfetta che sgorga dalla carità, con la quale i fedeli possono conseguire la grazia di Dio.
La loro utilità, sia per la vita spirituale che per la catechesi e la pastorale della penitenza, emerge con chiarezza dalla struttura e dagli elementi che le compongono e che vanno sempre rispettati, anche nella legittima varietà di forme che sono previste, sulla base sia delle persone che vi partecipano che dei momenti e delle situazioni in cui vengono promosse.
2. Le stazioni quaresimali
Le caratteristiche della liturgia stazionale sono assai significative: la processione, per indicare “il cammino della conversione” a cui la Chiesa è chiamata in Quaresima; la grande assemblea di preghiera, l’unica Eucaristia, l’invocazione di una comunità chiamata a convertirsi e ad esprimerse l’unità nella fede e nella carità.
3. Le preghiere eucaristiche della riconciliazione
I credenti non possono fare a meno di rendere grazie quando si pongono di fronte a questo avvenimento e alla luce della parola di Dio, scoprono o approfondiscono sempre più l’amore misericordioso di Dio che, nonostante il peccato personale e sociale, continuamente offre agli uomini il dono della riconciliazione nello Spirito Santo.
I due “prefazi” delle preghiere di riconciliazione, che hanno appunto lo scopo di esprimere i motivi dell’azione di grazie, lo mettono in risalto in maniera forte e con un linguaggio biblicamente e umanamente assai espressivo.
4. La prima confessione dei fanciulli
Anzitutto l’invito a valorizzare il tempo quaresimale per l’iniziazione penitenziale dei fanciulli, nel quadro del più ampio impegno di una loro maturazione nella fede da realizzare nell’itinerario catechistico di uno o più anni.
La seconda esigenza è quella di prevedere appunto verso la fine della Quaresima, la celebrazione del sacramento della riconciliazione vero e proprio per i fanciulli.
In genere le messe della 1a Comunione, nelle nostre comunità, si svolgono durante il tempo pasquale e anche dopo, nelle domeniche ordinarie che seguono la Pentecoste.
L’esperienza pastorale ci insegna che per diversi motivi, legati anche alla psicologia dei fanciulli, non è opportuna la celebrazione della prima confessione nei giorni immediatamente precedenti la Messa di 1a Comunione. Come pure non ci è consentito tralasciarla del tutto sotto pretesto che i fanciulli non sono ancora capaci di peccato mortale e, dunque, non avrebbero bisogno del sacramento.
Valorizzando ciò, cammineremo preparandoci in modo consapevole alla Pasqua del Signore.

Don Alfredo Di Stefano